La sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune che colpisce circa 16.000 persone in Italia, causando principalmente secchezza delle mucose, affaticamento cronico e dolore. Nonostante la sua diffusione, non esiste ancora un protocollo terapeutico standardizzato, e le terapie disponibili mirano solo al controllo dei sintomi.
Un nuovo studio pubblicato dal Prof. Luigi Valdenassi sulla European Review for Medical and Pharmacological Sciences analizza l’efficacia dell’autoemoterapia con ossigeno-ozono (O2-O3 AHT) nel trattamento di questa patologia.

Il caso clinico
Una paziente di 69 anni, affetta da sindrome di Sjögren primaria, presentava sintomi debilitanti:
* Secchezza oculare severa, probabilmente dovuta a un’endotelite
* Affaticamento cronico
* Dolore persistente
Gli esami di laboratorio evidenziavano la presenza di ANA 1:320 con pattern punteggiato. Inoltre, la paziente aveva sviluppato una tiroidite autoimmune ed era positiva ai fattori reumatoidi.

Il trattamento
Tra dicembre 2020 e gennaio 2021, la paziente ha effettuato due cicli di tre sedute di autoemoterapia con ossigeno-ozono.
Risultati dopo solo due sedute
* Scomparsa della secchezza oculare
* Riduzione significativa della fatica
* Diminuzione del dolore
* Miglioramento generale del quadro clinico
* Nessun effetto collaterale significativo
*
Conclusioni
L’ossigeno-ozono terapia si dimostra un approccio semplice, sicuro e accessibile, capace di migliorare sensibilmente la qualità della vita dei pazienti senza effetti collaterali rilevanti. Questo studio apre nuove prospettive per il trattamento della sindrome di Sjögren, una patologia ancora poco considerata nei protocolli terapeutici ufficiali.